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Le
opere di Giorgio Mazzurega Nell’arte
figurativa, l’espressione poetica che ogni artista coglie
nell’attimo creativo, sviluppano quelle composizioni dove il fulcro
portante è il colore, quel cromatismo e quella gestualità che nei
racconti pittorici di Giorgio Mazzurega divengono trame per tessiture di
emozioni. Si
evincono con chiara evidenza un connubio lessicale di concetti
figurativi, decifrabili con forme astratte, dove l’opera costruita con
immediatezza formale ed equilibri volutamente inesistenti, diviene
“memorie storiche” dell’esperienza del pittore. Nelle sue opere, si delinea l’opulenta società consumistica dove gli oggetti dimenticati, scartati e superati divengono, tramite l’artista, nuova linfa vitale nelle creazioni proposte; dove la gestualità diventa spartito di nuova musicalità, “patos” interpretativo, riverbero di quei sentimenti che Mazzurega nella sua ricerca vuole annunciare. L’artista,
attraverso forti cromatismi e dignità nuova nelle composizioni
proposte, traccia dei particolari fraseggi in cui materializza passaggi
coloristici che sembrano dialogare in una disquisizione dove il pittore
diventa antico vate. Orchestrazione pregna di quella energia trasmessa
dalle tele mesticate e dalle installazioni esposte nella bella e
significativa mostra inaugurata recentemente presso il Palazzetto delle
Esposizioni in Garda. Nelle
figure svolte con intensa realtà cromatica, il pittore sembra
comunicare attraverso un fastoso impianto iconografico una sua personale
grammatica, dove l’impostazione figurativa diviene dominio delle
ispirazioni. E’
nelle sue “pittosculture”, dove le grafie divengono corpolunte, che
si denotano quelle ispirazioni che recentemente qualificano l’opera
dell’artista di San Giorgio in Salici, nella cui pittura, chiaramente
informale, Egli ben definisce la sua realtà. Un
apprezzamento a Giorgio Mazzurega che con capacità ed impegno, sta
tracciando la sua dimensione artistica, testimoniando nella sua
concezione pittorica quella caratura necessaria a seguire quella traccia
ora decifrata e “scritta” dall’artista. CARLO CAPORAL |
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Lo
studio della materia, anche la più modesta e antigraziosa, costituisce
il nucleo di ricerca di Giorgio Mazzurega che, grazie ad una fervida
inventiva, non disgiunta da una fiammante interpretazione nel fare arte,
genera originali e pregnanti effetti. Non
basta però definire tale esercizio “informale” o “astratto” per
chiarirne gli stilemi e i significati. E’ necessario addentrarsi nei
misteri della tecnica, dentro alla conchiglia di un sentire
spiraleggiante e arcano, per scoprire come l’artista riesca a dare un
nuovo volto al rapporto fra essere umano e gli infiniti mondi
circostanti e interiori. Si
compongono sulla superficie pittorica, oltre che al tradizionale
acrilico, materiali grezzi o poveri come bitume, vernice, tavole di
legno, stoffa, elementi cartacei e metallici, a volte supportati da
intonaco e affresco. Numerose costellazioni di possibilità che
rimarrebbero nella norma dell’operare se l’artista non conferisse
loro una capacità paradigmatica di intenso valore emozionale ed
espressivo. Vi
intervengono cromie “cerebrali”, ora squillanti, ora tenerissime, e
una gestualità dinamica, sciolta dai legami della forma, libera di
cercare, nelle ampie spatolature, nel dripping, nei segni di una
complessa calligrafia ( non estranea all’ Action Painting e alla Color
Field Painting) una diversa struttura nell’ordine delle cose. Si
entra nella vorticosità di un universo prima frammentato e poi
ricomposto da una fantasia irrequieta e da una estroversa energia…
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